Cultura

Cultura veneta a scuola, finalmente! Conoscere la nostra storia per continuare a innovare.

Un altro passo in avanti, anzi una pietra miliare, per la nostra Regione che, nella sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia ha visto la firma del governatore Luca Zaia e il Ministro dell’istruzione Marco Bussetti sul protocollo d’intesa “per lo sviluppo delle competenze degli alunni in materia di storia e cultura del Veneto”.

Per me è un momento storico, perché il cammino per arrivare a questa decisione è stato lungo ma fortemente – e plebiscitariamente – condiviso dai Veneti con il referendum sull’Autonomia del 22 ottobre 2017. Mi sono emozionata – anche un po’ commossa – perché dopo tanti anni noi Veneti vediamo un atto importante come questo finalmente riconosciuto e sottoscritto dal Governo nazionale.

Il nostro sentirsi Veneti non è un’etichetta politica, ma il cuore di una storia di qualche millennio. È un sentimento innanzitutto culturale, che diventa poi economia e stile di vita. Come non si può non comprendere, infatti, che la nostra mentalità, la nostra intraprendenza, la nostra solidarietà e il nostro desiderio di autonomia hanno una storia antica? Lo sapevano bene già i Romani e l’abbiamo dimostrato in oltre 1.000 anni di Serenissima, quella Repubblica di Venezia che fu capace di costruire un sistema politico ed economico originale, assolutamente nuovo e diverso da quello dei tanti altri staterelli della Penisola.

Arte, cultura, genialità, intraprendenza e saper fare sono cose che incontriamo ovunque nel territorio veneto (basti citare l’Università di Padova – fra le più antiche al mondo – le ville venete, la stessa Venezia…) e che troviamo nell’innovazione, nella tecnologia delle nostre aziende e nel loro saper generare innovazione e conquistare mercati in ogni parte del mondo.

Il produrre benessere è parte di noi, ed è sacrosanto che ogni generazione che affronterà il futuro nella nostra Regione abbia la consapevolezza e l’orgoglio di sapere da dove veniamo, da dove arriva il nostro modo d’essere. Il miracolo del NordEst non è una botta di fortunate coincidenze, ma il risultato di almeno tremila anni di cammino.

Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile questo risultato, Presidente Zaia in testa, per la caparbietà e sagacia con cui difendono questo vantaggio competitivo – la nostra cultura – facendo in modo che diventi parte della formazione scolastica.

Non è solo questione d’identità, in ogni caso fondamentale, ma anche e soprattutto salvaguardia di valori quali la conoscenza, l’intraprendenza, l’innovazione, la solidarietà, la genialità e il coraggio.

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