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SANITÀ VENETA

LE ULTIMISSIME… DALLA PRIMA IN ITALIA

DALLA QUALITÀ DELLE CURE ALLE NUOVE AMBULANZE, DAI PROGETTI CONTRO IL CYBERBULLISMO AI FUTURI MEDICI A TREVISO… SONO TANTE LE SFIDE CHE OGNI GIORNO LA SANITÀ VENETA PORTA AVANTI (E VINCE). VEDIAMOLE UNA PER UNA.

 

LA REGIONE VENETO PRIMA IN ITALIA PER LA QUALITÀ DELLE CURE

La prima grande conferma della qualità della Sanità veneta è arrivata i primi giorni del 2020 quando è uscita la griglia LEA definitiva con cui il Ministero della Salute monitora il livello di qualità delle cure relative al 2018. Il Veneto, con 222 punti su un massimo di 225, assicura, meglio di tutti in Italia, i livelli essenziali di assistenza (da cui l’acronimo LEA), ovvero quelle prestazioni sanitarie che ogni Regione dovrebbe garantire ai propri cittadini. Sul podio, a pochissima distanza dal Veneto, c’è l’Emilia Romagna (221) e la Toscana (220), seguono il Piemonte (218 punti), la Lombardia (215), la Liguria (211) e l’Umbria (210).

Condivido le parole del Presidente della Regione Zaia quando dice che “Rispettare 33 parametri di qualità con 222 punti su 225 totali significa erogare pressoché al 100% i Livelli Essenziali di Assistenza e rispettare la Costituzione, che li prevede come obbligo della sanità concepita in modo universalistico”. Questi risultati ci fanno onore, ma ci fanno anche capire quanto lavoro c’è dietro, e quanto di più dobbiamo impegnarci per ottenere risultati migliori, quanti progressi e investimenti dobbiamo adottare in nuove tecnologie e personale sanitario.

Come si calcolano le performance?

I 33 parametri di qualità sono suddivisi in tre macro categorie: ospedale, distretto e prevenzione. Ogni parametro, o meglio indicatore, ha un peso e la somma di tutti questi valori dà luogo a un punteggio, che va da un minimo di -25 a un massimo di 225. All’interno delle macro categorie troviamo: la copertura vaccinale, l’adesione agli screening, il tasso di ospedalizzazione e il numero di posti letto o di ricoveri inappropriati fino al numero dei parti cesarei o i tempi di reazione tra la chiamata al 118 e l’arrivo dell’ambulanza e, ancora, gli interventi al femore svolti entro 48 ore dalla diagnosi di frattura. Nella griglia LEA troviamo tutte le Regioni, compresa la Sicilia, ma escluse la Valle d’Aosta, le due Province Autonome di Bolzano e Trento, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna dal 2010. Che dire? È una soddisfazione per tutti noi, per quelli che lavorano in Consiglio Regionale, per i bravi medici e i bravi infermieri e per tutti coloro che danno il massimo in corsia ogni giorno. L’obbiettivo comune è la salute, e da questi dati non possiamo che andare fieri di essere cittadini del Veneto.

 

I PERICOLI DEL WEB: UN GIOCO DI SQUADRA PER AFFRONTARLI

Qualche anno fa la Regione ha istituito un Tavolo di lavoro i cui obiettivi, sul piano regionale, si traducono nel coordinamento degli interventi di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio di bullismo e cyberbullismo, nonché nel monitoraggio dello stesso, in abito scolastico, ma anche nei contesti extrascolastici. All’interno del Tavolo nascono iniziative come il ciclo di incontri “In rete per la rete. Gioco di squadra contro i pericoli del web”per tutti quei genitori e/o adulti che hanno responsabilità educative, sui rischi e le potenzialità del web. Gli incontri sono organizzati dall’Ulss 2, dall’Ufficio Scolastico di Treviso, dalla Polizia Locale della Città di Treviso, dalla Regione Veneto e dalle associazioni “Protetti in rete” e “Soprusi Stop”. Oggi, l’accesso al web, per svago o per lavoro, è alla portata di tutti e, nonostante nessuno possa negare che sia uno strumento utile, è chiaro a tutti che necessita di un uso consapevole che protegga, specie gli adolescenti, da rischi e nuove dipendenze. Gli incontri si terranno anche a Castelfranco, Mogliano e Treviso, mentre a Conegliano sono già programmati presso l’Aula Magna dell’Istituto Francesco Da Collo per il 4, l’11 e il 18 febbraio alle ore 20.30.

 

MAXI OPERAZIONE IN VENETO: 147 NUOVE AMBULANZE DI CUI 16 A TREVISO

È un’operazione unica in Italia, per il potenziamento tecnologico e numerico del parco veicoli destinato agli interventi sanitari in emergenza/urgenza in Veneto. Si parla di un investimento di 21.779.671 euro. Sono 147 le ambulanze che verranno messe in servizio dopo la chiusura della gara vinta da Azienda Zero della Regione Veneto. La mission dell’Azienda è proprio questa: garantire la razionalizzazione e l’efficientamento dei servizi sanitari delle strutture regionali impiegando le risorse a esse assegnate in modo efficiente. Si tratta di 59 mezzi per le aree urbane ed extraurbane pianeggianti; 66 per uso montano o sterrato; 7 per persone obese; 27 automediche; 15 ambulanze specifiche per le particolari necessità di Croce Verde Verona. I mezzi, che andranno a implementare le rispettive esigenze di rinnovo o rafforzamento numerico del parco mezzi delle Ulss che ne hanno fatto richiesta, cominceranno a essere distribuiti in primavera. Dei 16 mezzi di soccorso che arriveranno a Treviso, 14 saranno ambulanze urbane e 2 automediche. Operazioni concrete che portano servizi nuovi ed efficienti per la salute dei cittadini.

 

RADIOGRAFIA A DOMICILIO: IL NUOVO SERVIZIO DELL’ULSS 2

Un altro nuovo importante servizio che propone l’Ulss 2 e che si orienta nell’ottica di un’organizzazione sanitaria che va a colmare i disagi delle persone più fragili della società. Dal 1° febbraio gli esami radiologici del torace e dei piccoli segmenti ossei nei pazienti fragili potranno essere effettuati nelle case di riposo. In questa prima fase del progetto il servizio interesserà l’area di Treviso per poi essere esteso, in una seconda fase, a tutto il territorio dell’Ulss 2. Il progetto, inaugurato lunedì 20 gennaio al Ca’ Foncello, permetterà di azzerare tutti i disagi, per pazienti fragili e familiari, legati al trasferimento nella struttura ospedaliera per questo tipo di visite. La sicurezza degli esami e il raggiungimento di questo obiettivo sono garantiti da una tecnologia all’avanguardia, da certificazioni nazionali e internazionali, dalla professionalità degli operatori coinvolti e dai mezzi di protezione.

 

FACOLTÀ DI MEDICINA A TREVISO: ARRIVA LA SEDE PER I MEDICI DEL FUTURO

L’offerta universitaria di Treviso si amplia e raggiunge il campo della medicina. Il Senato Accademico dell’università di Padova ha approvato l’attivazione della sede di Treviso per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. Il corso sarà attivo a partire dal prossimo autunno, con l’avvio dell’anno accademico 2020/2021. In attesa del completamento della Cittadella della salute accanto al Ca’ Foncello, le lezioni saranno tenute negli spazi messi a disposizione dell’Ordine dei Medici di Treviso e in altre strutture dedicate all’attività accademica dell’azienda sanitaria. Il progetto della Cittadella prevede laboratori e aule per gli studenti per un totale di 500 posti, in grado così di ospitare il ciclo completo (6 anni) di Medicina.

 

ASSUNZIONE DEGLI SPECIALIZZANDI DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA

Una svolta, un vero e proprio cambiamento di prospettiva. Per i futuri medici sarà possibile continuare la formazione in corsia, con veri e propri contratti. Il presidente Luca Zaia e i rettori delle Università di Padova e Verona, Rosario Rizzuto e Pier Francesco Nocini, hanno sottoscritto a Venezia un protocollo d’intesa che consentirà l’assunzione di medici specializzandi con contratti di formazione e lavoro. All’interno del programma sono state inserite anche le scuole di specializzazione, dove i 197 specializzandi al quarto e quinto anno potranno essere assunti con contratti a tempo determinato a 32 ore e uno stipendio di 2300 euro al mese. La svolta sta nella collaborazione diretta con gli atenei e consente di dare una risposta veloce alla carenza di medici sul territorio, senza smettere però di pensare alla formazione. Le prime sette assunzioni? A Verona e a Padova.

Sanità, Sociale

SALUTE IN VENETO: PROGETTI E PREVENZIONE

La sanità veneta è leader nazionale sul fronte dello screening contro il tumore alla mammella

La solidarietà e la sensibilità delle persone sono da sempre ben radicate in Veneto. 35 anni fa, nel 1984, nasceva l’Associazione “Lotta contro i tumori Renzo e Pia Fiorot”, che ancora oggi persegue lo scopo di promuovere iniziative nel campo della prevenzione e dell’assistenza al malato oncologico. L’Associazione ha finanziato l’acquisto di un mammografo 3D (tomosintesi digitale della mammella), che inizialmente doveva essere utilizzato nell’ambito dell’Associazione. Subito però fu chiaro che avrebbe potuto essere un valido strumento d’aiuto per tutte le donne del territorio, perciò fu donato senza indugio all’ospedale di Conegliano. Un grande gesto di collaborazione e altruismo!

Anche la passione e l’impegno non mancano nel nostro territorio. Tre giorni fa si è tenuta la sesta edizione della Corri in Rosa organizzata da Treviso Marathon. I fondi raccolti in occasione della corsa contribuiranno al pagamento del mammografo 3D. L’evento ha avuto un’eco nazionale, tanto che sono arrivate donne da tutt’Italia. Questo mi ha fatto pensare: insieme si raggiungono sempre i risultati più grandi. In Veneto ci sono numerose sedi di associazioni importanti per la lotta contro i tumori, per citarne solo alcune: LILT e AIL.

La prevenzione, si sa, è importante, e non smetteremo mai di dire che può salvare la vita. A maggior ragione quando i mezzi ci sono e i dati sono incoraggianti. L’impegno e i risultati sono ottimi, al punto che il sistema di prevenzione in Veneto raggiunge il 91% delle donne (rispetto all’84% a livello nazionale) e il 78,6% di adesioni delle donne invitate (rispetto al 59,6% a livello nazionale).

Il Veneto è tra le prime sette regioni in Italia che hanno portato a compimento il processo delle Breast Unit. Ormai 21 in Veneto, questi Centri di Senologia sono dotati di un gruppo multidisciplinare di professionisti dedicati e con esperienza specifica in ambito senologico. Nelle Breast Unit la donna viene inserita in un percorso diagnostico terapeutico assistenziale personalizzato, fornendole una risposta rapida e coordinata sulla diagnosi, sul trattamento medico o chirurgico e sulla successiva riabilitazione, senza trascurare l’aspetto psicologico, ereditario ed estetico che a volte possono essere incisivi. Le equipe della Breast Unit dello IOV (Istituto Oncologico Veneto) sono: Radiologia senologica, Anatomia patologica, Genetica medica, Chirurgia senologica, Oncologia senologica, Radioterapia, Psicologia, Equipe riabilitativa. Un’assistenza a 360 gradi, un’eccellenza direi, presente in modo capillare nella nostra Regione.

Ma non ci siamo fermati qui. In Veneto è già partito il primo progetto sperimentale di personalizzazione che prevede uno screening personalizzato per le donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il progetto coinvolgerà 11.000 donne – anche giovani e giovanissime – residenti sul territorio, e sarà il primo al mondo, considerato che quello presente negli USA è molto meno veloce. Anche grazie a questo tipo di azioni, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%.

donazioni sanità | Sonia Brescacin
Sanità, Sociale

Approvata la legge regionale per incentivare e agevolare le donazioni dei cittadini nel settore sanitario

Nasce considerando il patrimonio di sensibilità dei Veneti

Una persona su 10 in Veneto fa volontariato attivo partecipando a quella moltitudine di associazioni che rendono splendidamente vitale la nostra Regione. La generosità e la sensibilità dei Veneti si esprimono anche mediante le tante attività che generano risorse per la comunità, come le raccolte fondi collettive avviate da associazioni e comitati e le donazioni di persone e aziende: mezzi destinati ad acquisire macchinari e fornire servizi agli ospedali e alle tante attività che si prendono cura delle persone. C’è di che essere orgogliosi.

Sono molte le iniziative in questo senso: mammografi di ultima generazione, macchinari sofisticati di diagnostica… Un’attenzione forte, in questo senso, alle nuove tecnologie o alla diffusione di servizi che alleviano le difficoltà delle famiglie come i trasporti l’assistenza. Strumenti e servizi essenziali – a volte semplici, a volte più complessi – che hanno davvero permesso di salvare la vita a tantissime persone e ad altre di aumentarne la qualità.

 

Una legge Regionale per rendere agevole la generosità

Per far sì che anche dal gesto più piccolo si possa raggiungere un grande obiettivo, per potenziare ancora di più la solidarietà nel settore dell’assistenza sanitaria, ad esempio, è fondamentale rendere esplicito ai cittadini privati e alle associazioni quali siano le necessità e i bisogni più urgenti, aiutandoli a scegliere con maggior conoscenza e consapevolezza. Ecco il perché di un progetto di legge che promuove le donazioni – di cui sono la prima firmataria – che martedì 9 luglio è stato approvato dall’aula di Palazzo Ferro-Fini e dal titolo «Interventi regionali in materia di donazioni in Sanità».

«Non passa giorno in cui sulle pagine dei giornali non leggiamo delle donazioni di privati cittadini, associazioni o comitati a ospedali e case di cura. Con questa proposta di legge abbiamo voluto creare un ponte tra il cittadino e le Ulss, le aziende ospedaliere e tutte le altre strutture del settore, dalle aziende ospedaliere universitarie integrate all’Istituto Oncologico Veneto. In base a questa legge, le strutture potranno preparare, insieme ai rispettivi primari, una lista di esigenze in grado di fornire uno spunto ai cittadini per le loro donazioni».

 

Un lista per aiutare a indirizzare il proprio desiderio di donare

I direttori delle Ulss e i primari conoscono meglio di tutti la programmazione regionale e sanno ciò che può migliorare il servizio sanitario, rendere più accogliente un reparto o, ancora, agevolare il lavoro dei sanitari. Chi vorrà fare una donazione potrà così fare riferimento a queste liste, concentrandosi sui beni che sono utili e che migliorano l’assistenza al paziente e la loro qualità di vita.

Vi sono numerosi esempi in tutta la nostra Regione: nella sola provincia di Treviso c’è la “Corri in Rosa” di San Vendemiano, corsa non competitiva per sole donne organizzata da Treviso Marathon e dall’Associazione Renzo e Pia Fiorot, che quest’anno ha donato un mammografo 3D all’ospedale di Conegliano. Pensiamo anche alla LILT di Treviso, che organizza ogni anno la corsa tutta al femminile “Treviso in Rosa” che, tra i diversi obbiettivi raggiunti, può vantare anche quello dell’acquisto di un pullmino per il trasporto dei pazienti oncologici. Sono solo due fra i tanti eventi che promuovono corretti stili di vita: momenti di aggregazione che diventano occasioni importanti per condividere, fare informazione/formazione e prevenzione su temi della salute. E nel contempo raccolgono fondi a favore dei cittadini.

 

Con la nuova legge la Regione valorizza l’impegno della raccolte di fondi per l’acquisto di beni da donare agli Ospedali e garantisce la trasparenza delle procedure

Con questa legge, la Regione può incoraggiare le raccolte fondi finalizzate all’acquisto di attrezzature da donare agli ospedali, prevedendo di stanziare una quota del costo dei macchinari. In questo modo, con un piccolo aiuto finanziario della Regione, il desiderio delle persone di fare del bene può trovare la soddisfazione di raggiungere l’obiettivo di aggiungere una dotazione necessaria alle strutture ospedaliere.

È una legge che persegue la massima trasparenza, perché l’ente che riceve la donazione avrà l’obbligo di rendicontare ogni più piccolo centesimo ricevuto, apponendo all’impianto o alla strumentazione ricevuta un “bollino di garanzia”. Lo stesso vale per i servizi. Questo potrà dare al cittadino uno motivazione in più per esprimere la propria generosità, eliminando a monte il timore di cadere vittima di raccolte improvvisate non chiare nelle finalità, se non di proprie e vere truffe.